| CAMERUN |
Il Camerun
è un paese dell’Africa sub-Sahariana che, contrariamente
a quasi tutti i paesi di questa parte del martoriato continente africano,
non ha conosciuto conflitti armati post-coloniali. Ex colonia tedesca,
poi inglese e francese, ha raggiunto l’indipendenza nel 1961
e, da allora, ha visto avvicendarsi al potere due presidenti. L'attuale
presidente si chiama P.Biya. Il paese, ufficialmente una repubblica
presidenzialista, è bilingue (francese e inglese), ma la componente
francofona della popolazione è largamente maggioritaria.
Il Camerun, che occupa la 142a posizione nella classifica ONU dei
paesi in base agli indici elementari di sviluppo (UNDP 2003), presenta
un indebitamento con l’estero pari a circa 10 miliardi di dollari
(il PIL del 2002 è circa 8 miliardi di dollari): annualmente
la spesa sociale (sanità ed educazione) pro-capite è
di 25 dollari, mentre quella pro-capite per il servizio sul debito
estero è di 37 dollari.
Il Camerun in cifre:
- Superficie 475.000 kmq: 50.000 km di strade di cui solo 4.500 asfaltate,
1.500 km di ferrovia in totale
- Popolazione totale 15.200.000 ab (50% meno di 18 anni) di cui il
52 % vive in zona urbana: è costituita da 230 etnie appartenenti a
5 raggruppamenti etnici; tasso di accrescimento annuo della popolazione
2,4 %
- 75 % della popolazione è alfabetizzata (sa leggere e talvolta scrivere),
ma meno del 50% è scolarizzata
- 40% della popolazione non ha accesso ad acqua potabile
- Speranza di vita alla nascita 50 anni
- Mortalità infantile bambini di età inferiore ai 5 anni 15,4 % (9%
muoiono prima dell’anno di vita): segue che, essendovi annualmente
circa 560.000 nascite, ogni anno muoiono in media 86.250 bambini di
età inferiore ai 5 anni
- Meno del 60% dei bambini viene vaccinato (polio, morbillo, difterite,
tetano, pertosse, tubercolosi)
- La prevalenza dell’infezione da HIV nella popolazione generale è
pari al 12,5% e, alla fine del 2001, i dati ufficiali parlavano di
230.000 orfani da HIV/AIDS: annualmente, in assenza interventi incisivi
volti alla prevenzione della trasmissione materno-infantile, vi è
il rischio della nascita di circa 30.000 nuovi bambini sieropositivi
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